Alma Fred, musica e impegno civile

Alma Fred, musica e impegno civile

Con "SOS Cutro", Alma Fred ha scelto di affrontare una delle tragedie più dolorose della storia recente italiana attraverso un linguaggio che unisce ricerca musicale e impegno civile. Ma il suo percorso artistico va oltre il singolo appena pubblicato: è il risultato di una visione che mette al centro l'osservazione della realtà, la riflessione e il desiderio di trasformare la musica in uno strumento di dialogo. In questa intervista ci racconta il suo modo di vivere la scrittura, il rapporto tra arte e attualità e lo sguardo con cui osserva il presente e immagina il futuro del suo progetto.
 
 
 
Nel tuo modo di scrivere sembra esserci la volontà di osservare la realtà prima ancora che raccontarla. Quanto tempo dedichi all'ascolto e alla documentazione prima di trasformare un tema in una canzone?
Per affrontare temi che esulano dalla sfera privata - e che, per loro natura, richiedono non solo introspezione, ma anche uno sguardo attento verso ciò che accade intorno a noi - osservare la realtà, seguirne gli sviluppi e documentarsi è fondamentale. Questo percorso, oltre a fornire le informazioni e la consapevolezza necessarie, rappresenta un vero e proprio stimolo per il processo creativo. Solo dopo aver compiuto questo passaggio mi sono sentito in dovere, ma soprattutto nelle condizioni, di scrivere un brano sull'argomento. Ne sono nate suggestioni personali, giuste o sbagliate che fossero, che mi hanno comunque permesso di alleggerire il peso emotivo di ciò che mi aveva profondamente colpito e affranto. L'ho fatto attraverso la musica, un linguaggio che, indipendentemente dal genere, mi appare sempre meno drammatico del silenzio o di un foglio bianco. Forse è una percezione dettata dalla ricerca di un equilibrio nel raccontare una vicenda profondamente umana e, al tempo stesso, socialmente squilibrata.
 
 
Oggi molti artisti puntano a catturare l'attenzione in pochi secondi. Tu, invece, sembri scegliere un percorso più riflessivo. È una scelta controcorrente o semplicemente il modo più naturale di fare musica per te?
 
Oggi molte persone puntano a catturare l'attenzione in pochi secondi in qualunque modo, tramite soprattutto i social network, facendo crollare il livello della comunicazione e del ragionamento. Rasentando spesso l'idiozia e talvolta sfociando nella violenza e in episodi di razzismo e bullismo. In Australia, e adesso anche in Francia, alcuni social saranno vietati ai minori, causa scrolling compulsivo e pubblicazione, appunto, di contenuti non appropriati. Un'inversione di tendenza impensabile fino a poco tempo fa. Allo stesso tempo alcuni artisti stanno riscoprendo la stampa in vinile. Altri sono intenzionati a non rilasciare più album su Spotify. Insomma, oggi siamo saturi di pessime abitudini, ormai sdoganate come consuetudini, ma un'esigenza di organicità si fa sempre più largo, come anticorpi che reagiscono all'infezione. Se le dinamiche che determinano il successo nel mercato discografico odierno fossero state tali anche in passato, cosa ci racconterebbe la Storia della Musica? Una storiella, o peggio ancora, una barzelletta.
 
 
C'è un autore, un musicista o un intellettuale che ha influenzato il tuo modo di affrontare temi sociali attraverso l'arte?
 
Credo che il mio modo di affrontare i temi sociali, benché ancora in fase di evoluzione, sia il risultato dell'istintiva sinergia tra il mio background, soprattutto musicale, costituito da cantautori italiani e stranieri particolarmente avvezzi alla causa, e un approccio più narrativo, nutrito dal costante confronto con notizie di cronaca, dibattiti d'attualità e riflessioni approfondite espresse da giornalisti, intellettuali e uomini di lettere.
 
Se dovessi descrivere Alma Fred a chi ascolta la tua musica per la prima volta, quali sono i tre valori che vorresti trasmettere attraverso i tuoi brani?
 
A chi ascolta la mia musica per la prima volta, vorrei trasmettere tre valori fondamentali che guidano ogni brano: la libertà, intesa come diritto universale di essere se stessi e di spostarsi; l'uguaglianza, per abbattere ogni barriera etnica e religiosa; e la giustizia, che deve essere garantita a chiunque, a prescindere dall'estrazione sociale o dalla provenienza. Al di là del risultato, l'ambizione è quella di dare voce a questi principi.
 
 
Guardando al panorama musicale italiano di oggi, pensi che ci sia ancora spazio per canzoni che affrontano temi civili senza rinunciare alla ricerca musicale?
 
Di spazio è pieno, visto che ci provano in pochi e ci riescono anche meno! Seriamente, la ciclicità delle tendenze è cosa nota. Di inneschi ce ne sarebbero già in abbondanza, ma il metabolismo in questione è piuttosto lento, se non in fase di stallo. I grandi nomi pesano, e alcuni hanno dato prova anche recentemente di essere sensibili a determinate questioni e di sentire la necessità di affrontarle. Forse anche per la mancanza di interesse e di serietà da parte di una fetta del paese e delle nuove generazioni, piuttosto allo sbaraglio, se non addirittura allo sbando. L'Italia, nonostante tutto, è ancora forse troppo “comoda” per essere fucina di un ritorno a contesti musicali di protesta e contestazione, di “sessantottiana” memoria.  Ma a differenza dell'era “power flower”, il mondo attuale è globalizzato. Nel male, ma anche nel bene. L'amore e le relazioni personali, da fonte di ispirazione per brani incredibilmente toccanti che hanno fatto la storia, sono diventati la comfort zone irrimediabilmente inflazionata, entro la quale rimanere nella speranza di diventare improvvisamente popolari o continuare ad esserlo. Quando sappiamo molto bene che perdersi nelle questioni di cuore è un lusso che ci possiamo permettere, solo nel momento in cui i nostri beni e necessità primarie ci vengono garantite. 
 
 
Per concludere, a cosa stai lavorando in questo periodo? Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi prossimi progetti e su ciò che il pubblico potrà aspettarsi nei prossimi mesi?
Altri brani incentrati su temi sensibili, come “Grand Hotel Gaza”, che affronta un situazione che storicamente non cessa mai di evolversi, in maniera sempre più tragica e sconcertante. E molte altre situazioni su cui la realtà offre continui spunti per riflettere e su cui interrogarsi, 

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