JEMM MUSIC PROJECT: L'INTERVISTA AL COLLETTIVO ALTOATESINO FUORI CON IL NUOVO ALBUM 'PULSE', TRA SONORITA' AFRO E PROG JAZZ
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09/12/2024 | dl
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Pulse combina influenze africane, caraibiche ed elettroniche. Quali vostre esperienze personali o artistiche hanno contribuito alla sua creazione?
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Ognuno di noi ha un percorso musicale diverso, con esperienze in vari generi musicali. Max é un collezionista di strumenti a percussione di tutto mondo, contribuisce e porta nei JEMM timbriche e ritmiche etniche, rielaborate e personalizzate. Mirko ha una formazione classica e jazz, ed é considerato tra i principali suonatori di vibrafono nell'ambiente nazionale. La sezione fiati composta da Matteo e Hannes, é molto unita ed espressiva, avendo entrambi alle spalle un lungo percorso nell'ambito del Jazz in formazioni ridotte come nelle big band. Il basso di Marco e la batteria di Andrea sono il cuore pulsante del gruppo, coppia consolidata da diverse collaborazioni negli anni in diversi gruppi e generi musicali che vanno dal Rock al Jazz.
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Karanga, la traccia d'apertura, è stata ispirata da un balafon ghanese di oltre 40 anni. Qual è la storia di questo strumento e come ha influenzato il vostro processo creativo?
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Questo Balafon é stato acquisito in Ghana, da un nostro caro amico musicista ormai piú di 30 anni e fa ed é stato fermo per altrettanti. Quando Max ha poi acquisito lo strumento é riuscito a dargli una seconda vita. Lui stesso l'ha accordato in 442 Hz per essere in sintonia con il vibrafono, che é un elaborazione moderna in metallo di questo strumento, che dall'Africa ha raggiunto le Americhe. Max ha giá usato un'atro balafon di origine guineana nell'ultimo disco, che ha un suono squillante e acuto, mentre questo nuovo/vecchio Balafon ha un carattere piú scuro, piú tribale, che sembra riesca ad animare gli spiriti. Oltre a Karanga questo balafon ghanese é anche alla base del brano Safari, un brano che piace molto a noi e al nostro pubblico.Â
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Aldo Betto dei Savana Funk ha dato un contributo importante con le sue chitarre e synth. Come si è sviluppata questa collaborazione, è stata la prima volta in studio?
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Aldo Betto é un amico e un collega musicista che noi stimiamo e ammiriamo molto. Max ha collaborato giá anni fa con lui nel Quartetto Desueto e poi spesso con i Savana Funk, registrando nei loro dischi e suonando le percussioni nei concerti con loro dal vivo. Oltre ad essere un chitarrista eclettico e innovativo, ha anche un ottimo gusto musicale negli arrangiamenti e nella visione di un prodotto musicale. Ci piaceva l'idea di lavorare con lui in veste di "produttore" e "sound designer" per donare colori diversi ai brani. Devo dire che la collaborazione ha funzionato molto bene e i brani hanno acquisito spazialitá di suono e hanno dato un tocco discografico al nostro album.Â
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Come si sono evoluti i JEMM Music Project dopo l'album Hive e quali nuovi orizzonti avete esplorato con Pulse?
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Innanzitutto in questo album c'é stato un grande coinvolgimento compositivo da parte di vari membri del gruppo. Questo ha portato un suono nuovo ed unito. Il brano Afrodisiac per esempio é stato arrangiato in studio in fase di registrazione, partendo da una base creata da Max con il Taishokoto modificato con il wah wah. Il Taishokoto, strumento a corde di origine singaporiana dona al nuovo disco un sound diverso, piú rock, progressivo e grazie all'uso degli effetti anche un suono piú pieno e spaziale.Â
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Se poteste scegliere un nome internazionale, con chi vi piacerebbe collaborare?
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In realtá non abbiamo degli idoli musicali, bensà ci importa delle attitudini musicali. A noi piace collaborare con musicisti che suonano con passione, che usano il propio strumento per esprimere le proprio emozioni e riescono ad integrarsi ed interagire facilmente con altre persone. Quindi siamo aperti alle anime belle, meno attratti dalla popolaritá di un musicista.Â
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Avete partecipato a festival internazionali come il Jazz à Juan e il Festival Jazz au Chellah. Come vengono accolte le vostre contaminazioni sonore all'estero?
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Devo dire che la nostra musica viene sempre accolta gioia e coinvolgimento ovunque noi suoniamo. In Francia, in Belgio e soprattutto in Marocco abbiamo sentito peró un entusiasmo particolare. La nostra musica strumentale accoglie vari elementi di culture musicali extraeuropee e crea dei ponti tra le culture. Questo fattore riusciamo proprio a leggerlo negli occhi di chi ci ascolta, specialmente quando l'ascoltatore proviene dai paesi nei quali sono nati gli strumenti etnici di Max.Â
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Pulse rappresenta un nuovo capitolo per voi e per la label 12Ville. Quali sono i vostri obiettivi futuri sia come band che come parte di questa nuova etichetta?
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Siamo felici che in Alto Adige sia nata una nuova etichetta aperta a vari generi musicali, e che si sia interessata al nostro lavoro. La collaborazione é iniziata molto bene e ci auguriamo di poter continuare in questo modo. Stiamo progettando di creare un remix con un cantante e un singolo nel 2025 e poi si vedrá.
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Ci sono piani per portare Pulse in tour nella prossima primavera o siete concentrati in studio di registrazione su altri inediti o remix?
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Stiamo progettando concerti per il 2025, il primo sará il 3 gennaio nel rinomato Park Hotel Laurin a Bolzano, che regolarmente propone musica dal vivo nell'ambito jazzistico e di contaminazione. A marzo saremo al Fiemme Ski Jazz e ad aprile vorremmo visitare il Jazzahead in Germania, con l'intento di presentare il nostro album ad organizzatori di tutt'Europa.
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Nightguide è molto attento alla scena dei club, dei concerti. C'è un aneddoto legato a un club o festival di Bolzano e dintorni, del presente o del passato, che vi ha reso orgogliosi della vostra città ?
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Purtroppo la scena dei club altoatesina é minimale. Ci sono tanti festival nella stagione estiva, ma per sale concerto al chiuso di una certa dimensione abbiamo veramente poche possibilità . Nonostante ciò, siamo riusciti a presentare il nostro disco "Pulse" nel mese di ottobre in tre location molto interessanti attorno a Bolzano, con un pubblico coinvolto attento e molto interessato: Treibhaus ad Innsbruck (tempio della musica alpino per eccellenza), UFO a Brunico (centro giovanile con una sala concerto molto ben attrezzata) e il Steinegg Live (un festival altoatesino storico con piú di 30 anni di esperienza). Â
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Ognuno di noi ha un percorso musicale diverso, con esperienze in vari generi musicali. Max é un collezionista di strumenti a percussione di tutto mondo, contribuisce e porta nei JEMM timbriche e ritmiche etniche, rielaborate e personalizzate. Mirko ha una formazione classica e jazz, ed é considerato tra i principali suonatori di vibrafono nell'ambiente nazionale. La sezione fiati composta da Matteo e Hannes, é molto unita ed espressiva, avendo entrambi alle spalle un lungo percorso nell'ambito del Jazz in formazioni ridotte come nelle big band. Il basso di Marco e la batteria di Andrea sono il cuore pulsante del gruppo, coppia consolidata da diverse collaborazioni negli anni in diversi gruppi e generi musicali che vanno dal Rock al Jazz.
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Karanga, la traccia d'apertura, è stata ispirata da un balafon ghanese di oltre 40 anni. Qual è la storia di questo strumento e come ha influenzato il vostro processo creativo?
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Questo Balafon é stato acquisito in Ghana, da un nostro caro amico musicista ormai piú di 30 anni e fa ed é stato fermo per altrettanti. Quando Max ha poi acquisito lo strumento é riuscito a dargli una seconda vita. Lui stesso l'ha accordato in 442 Hz per essere in sintonia con il vibrafono, che é un elaborazione moderna in metallo di questo strumento, che dall'Africa ha raggiunto le Americhe. Max ha giá usato un'atro balafon di origine guineana nell'ultimo disco, che ha un suono squillante e acuto, mentre questo nuovo/vecchio Balafon ha un carattere piú scuro, piú tribale, che sembra riesca ad animare gli spiriti. Oltre a Karanga questo balafon ghanese é anche alla base del brano Safari, un brano che piace molto a noi e al nostro pubblico.Â
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Aldo Betto dei Savana Funk ha dato un contributo importante con le sue chitarre e synth. Come si è sviluppata questa collaborazione, è stata la prima volta in studio?
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Aldo Betto é un amico e un collega musicista che noi stimiamo e ammiriamo molto. Max ha collaborato giá anni fa con lui nel Quartetto Desueto e poi spesso con i Savana Funk, registrando nei loro dischi e suonando le percussioni nei concerti con loro dal vivo. Oltre ad essere un chitarrista eclettico e innovativo, ha anche un ottimo gusto musicale negli arrangiamenti e nella visione di un prodotto musicale. Ci piaceva l'idea di lavorare con lui in veste di "produttore" e "sound designer" per donare colori diversi ai brani. Devo dire che la collaborazione ha funzionato molto bene e i brani hanno acquisito spazialitá di suono e hanno dato un tocco discografico al nostro album.Â
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Come si sono evoluti i JEMM Music Project dopo l'album Hive e quali nuovi orizzonti avete esplorato con Pulse?
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Innanzitutto in questo album c'é stato un grande coinvolgimento compositivo da parte di vari membri del gruppo. Questo ha portato un suono nuovo ed unito. Il brano Afrodisiac per esempio é stato arrangiato in studio in fase di registrazione, partendo da una base creata da Max con il Taishokoto modificato con il wah wah. Il Taishokoto, strumento a corde di origine singaporiana dona al nuovo disco un sound diverso, piú rock, progressivo e grazie all'uso degli effetti anche un suono piú pieno e spaziale.Â
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Se poteste scegliere un nome internazionale, con chi vi piacerebbe collaborare?
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In realtá non abbiamo degli idoli musicali, bensà ci importa delle attitudini musicali. A noi piace collaborare con musicisti che suonano con passione, che usano il propio strumento per esprimere le proprio emozioni e riescono ad integrarsi ed interagire facilmente con altre persone. Quindi siamo aperti alle anime belle, meno attratti dalla popolaritá di un musicista.Â
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Avete partecipato a festival internazionali come il Jazz à Juan e il Festival Jazz au Chellah. Come vengono accolte le vostre contaminazioni sonore all'estero?
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Devo dire che la nostra musica viene sempre accolta gioia e coinvolgimento ovunque noi suoniamo. In Francia, in Belgio e soprattutto in Marocco abbiamo sentito peró un entusiasmo particolare. La nostra musica strumentale accoglie vari elementi di culture musicali extraeuropee e crea dei ponti tra le culture. Questo fattore riusciamo proprio a leggerlo negli occhi di chi ci ascolta, specialmente quando l'ascoltatore proviene dai paesi nei quali sono nati gli strumenti etnici di Max.Â
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Pulse rappresenta un nuovo capitolo per voi e per la label 12Ville. Quali sono i vostri obiettivi futuri sia come band che come parte di questa nuova etichetta?
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Siamo felici che in Alto Adige sia nata una nuova etichetta aperta a vari generi musicali, e che si sia interessata al nostro lavoro. La collaborazione é iniziata molto bene e ci auguriamo di poter continuare in questo modo. Stiamo progettando di creare un remix con un cantante e un singolo nel 2025 e poi si vedrá.
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Ci sono piani per portare Pulse in tour nella prossima primavera o siete concentrati in studio di registrazione su altri inediti o remix?
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Stiamo progettando concerti per il 2025, il primo sará il 3 gennaio nel rinomato Park Hotel Laurin a Bolzano, che regolarmente propone musica dal vivo nell'ambito jazzistico e di contaminazione. A marzo saremo al Fiemme Ski Jazz e ad aprile vorremmo visitare il Jazzahead in Germania, con l'intento di presentare il nostro album ad organizzatori di tutt'Europa.
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Nightguide è molto attento alla scena dei club, dei concerti. C'è un aneddoto legato a un club o festival di Bolzano e dintorni, del presente o del passato, che vi ha reso orgogliosi della vostra città ?
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Purtroppo la scena dei club altoatesina é minimale. Ci sono tanti festival nella stagione estiva, ma per sale concerto al chiuso di una certa dimensione abbiamo veramente poche possibilità . Nonostante ciò, siamo riusciti a presentare il nostro disco "Pulse" nel mese di ottobre in tre location molto interessanti attorno a Bolzano, con un pubblico coinvolto attento e molto interessato: Treibhaus ad Innsbruck (tempio della musica alpino per eccellenza), UFO a Brunico (centro giovanile con una sala concerto molto ben attrezzata) e il Steinegg Live (un festival altoatesino storico con piú di 30 anni di esperienza). Â
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